Morto Gabriele Ferzetti, cinema italiano in lutto: l'attore aveva 90 anni
Addio a Gabriele Ferzetti, grande attore di cinema e teatro. Il «Laurence Olivier...
di Gloria Satta
Addio a Gabriele Ferzetti, grande attore di cinema e teatro. Il «Laurence Olivier italiano» è morto a 90 anni a Roma, dov’era nato il 17 marzo 1925. Ottima famiglia, educazione impeccabile, padre dell’attrice Anna Ferzetti, 130 film, innumerevoli spettacoli e una lunga, eclettica carriera all’insegna della passione e del rigore, si è rimesso sempre in discussione, ha saputo ricominciare tante volte e al successo facile ha preferito il rischio.

E’ stato diretto da grandi registi come Antonioni, Leone, Petri, Monicelli, Montaldo, Zampa, Pietrangeli,Vancini, Bolognini, Young, Carné, Costa Gavras, ma anche esordienti come Saperi e Faenza.

Uomo bellissimo ed elegante, spesso interprete di ruoli borghesi, rinunciò a diventare la macchietta del latin lover nazionale per affrontare personaggi ambigui, sgradevoli, spiazzanti. E’ stato il pittore fallito di “Le amiche”, l'amante sleale dell'”Avventura”, il vanitoso intellettuale di sinistra di “Grazie zia”, il professore di fisica di “La provinciale”, il capomafia di “A ciascuno il suo”, lo spregiudicato magnate ferroviario di “C'era una volta il West”, il barone corrotto di “Bisturi mafia bianca”, l'inquisitore staliniano di “La confessione”, un film che interpretò parlando in un francese sorprendente.
Aveva lasciato presto l’Accademia d’Arte drammatica per imparare il mestiere sul campo.

Ha condiviso spesso il set con Marcello Mastroianni, Gino Cervi, Clara Calamai, Marina Berti e Aroldo Tieri. Era estremamente versatile e si trovò pienamente a suo agio in drammi storici, commedie scanzonate, film d'avventura e drammi passionali. Nella sua carriera c’è anche un film della saga James Bond, 007 “Al servizio di Sua Maestà”. Sinceramente anticonformista, Ferzetti è stato un artista che ha fatto della propria personalità non accomodante, il famoso “caratteraccio”, il binario portante della sua carriera.

Ha amato lavorare spesso con gli stessi compagni (come Anna Proclemer, o il regista Antonio Calenda) che gli hanno garantito la possibilità di rifinire, scavare, capire di più. «Butterei sempre tutto in aria e ricomincerei da capo», diceva.

Ferzetti lascia il ricordo di una e personalità artistica a 360 gradi. I suoi ultimi lavori sono stati il film “Io sono l’amore” di Guadagnino e “Diciotto anni dopo” di Edoardo Leo. Ha interpretato anche la miniserie tv su Papa Luciani. La sua morte è una grave perdita per lo spettacolo e per l’intera cultura italiana.
- Ultimo aggiornamento:
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TROVA IL FILM
INVIA