Il ritorno al cinema di Haley Joel Osment: da bimbo prodigio del Sesto senso a milionario misogino
Negli anni Novanta era il bambino dal viso dolce con un talento innato per la recitazione che aveva...
di Federica Macagnone
Negli anni Novanta era il bambino dal viso dolce con un talento innato per la recitazione che aveva commosso il mondo: prima nel '94 nel ruolo del figlio di "Forrest Gump", quando aveva sei anni, poi con la sua interpretazione in "Il sesto senso" che gli era valsa una nomination agli Oscar nel '99, infine nei panni del robot bambino abbandonato in "AI" di Steven Spielberg. In seguito Haley Joel Osment è sparito dalla grande ribalta, dopo aver avuto, tra l'altro, qualche problema a 18 anni con la giustizia per guida in stato di ebbrezza e possesso di marijuana. Ora tenta la risalita, a 27 anni, con un viso più pieno e con baffi e barba, ma con la stessa espressione sorridente e dolce di quando era bimbo.



«Suppongo che non sia una cosa del tutto inaspettata che oggi io appaia diverso a chi non mi ha visto per tanti anni - dice con ironia - ma ho scelto di andare al college e di non fare provini per i film di Hollywood per cinque anni». Senza dubbio, la sua apparizione nel film Entourage, uscito quest'anno, avrà fatto trasalire chi lo ricordava nei suoi primi lavori. Haley interpreta infatti Travis McCredle, un milionario texano misogino che in una scena appare accanto a due donne che fanno sesso. «Quella scena nella camera d'albergo - ridacchia lui - è abbastanza sorprendente per le persone che sono più abituati ai miei film da bambino. Sono molto orgoglioso dei film che ho girato nei miei primi anni e non voglio distruggere la mia immagine che tanta gente oggi ricorda. Ma quel ruolo mi piace, è stato molto divertente interpretarlo».

E Haley, in questo film che mostra gli eccessi di Hollywood, torna al grande cinema dopo aver evitato di cadere nel cliché del problematico bimbo prodigio che si trova in difficoltà quando passa dall'infanzia all'età adulta, come è capitato ad artisti del calibro di Lindsay Lohan o di Macaulay Culkin. «Per fortuna ho avuto due genitori che mi hanno fatto mantenere i piedi in terra e la cui principale preoccupazione è stata quella di farmi finire la scuola, mandarmi al college e farmi restare con la testa sulle spalle. Quando recitavo da bambino i miei mi dicevano sempre che se non lo avessi trovato divertente avrei potuto smettere subito, non mi hanno mai creato pressioni e tornare a scuola domani. Non c'è alcun obbligo da portare avanti. Ma recitare mi è sempre piaciuto, l'ho fatto per divertimento, e solo a 12 anni mi sono reso conto che avrei potuto farne un lavoro. Ora ho 27 anni e ho ancora tanto tempo davanti per divertirmi, lavoro senza stress e non sono angosciato dal pensiero di sapere se i lavori che faccio andranno bene al botteghino: interpreto ruoli interessanti, faccio teatro, va bene così. Ci sono tante opportunità là fuori».
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